Emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano: nel 2025 il mercato professionale dei droni e della mobilità aerea in Italia raggiunge un valore complessivo di 168 milioni di euro (+5%).
Nel corso degli il tasso di crescita evidenzia un progressivo rallentamento(+29% nel 2021, +10% nel 2024), segnalando la necessità di un cambio di passo per sostenere lo sviluppo futuro. Ma con 675imprese attive nel settore, per la prima volta dopo cinque anni l’Italia registra un saldo positivo tra nuove aperture e cessazioni (657 nel 2024, 663 nel 2023).
Il mercato italiano si concentra sulle attività di Aerial Operations, compiute da droni di piccola e media taglia per i settori più tradizionali (ispezioni di linee elettriche, monitoraggio del territorio), che rappresentano il 95% del valore complessivo. Il segmento IAM&D per la consegna merci e trasporto passeggeri contribuisce per il restante 5% (+1,3 milioni).
Si assottiglia la frontiera tra ambiti civili e applicazioni di sicurezza
Nel segmento Aerial Operations operano 661 aziende, di cui il 78% fornitori di servizi (65% del valore generato), mentre l’Innovative Air Mobility & Delivery (IAM&D) conta 37 imprese, prevalentemente produttori (84%, anch’essi responsabili di circa il 65% del valore).
Il 2025 è l’anno in cui la frontiera tra ambiti civili e applicazioni di sicurezza si fa più sottile. Per quasi un terzo delle imprese lo scenario geopolitico influenza profondamente l’opinione pubblica e può essere un ostacolo significativo allo sviluppo.
In realtà, l’accettazione sociale dei droni per finalità civili è in crescita rispetto a cinque anni fa, legata soprattutto al valore salvavita delle applicazioni
L’AI come abilitatore di soluzioni avanzate
Il 93% dei cittadini considera utile il trasporto di materiale medico-sanitario tramite droni (91% nel 2020), l’84% è favorevole al trasporto merci (80% nel 2020), il 73% al trasporto persone (57% nel 2020).
Quanto all’evoluzione tecnologica del settore, i sistemi di AI stanno abilitando soluzioni avanzate per mission planning, navigazione/controllo e analisi dei dati.
Un’analisi su 146 startup internazionali mostra che il 71% lavora sull’elaborazione dati, raccolti, ad esempio, a seguito di ispezioni e monitoraggi e utilizzabili per manutenzione predittiva e ottimizzazione dei processi.
Normativa e autorizzazioni versus sperimentazione
Uno dei principali limiti tecnologici allo sviluppo del trasporto merci con droni è la bassa autonomia delle batterie al litio, oggi compresa tra 150- 200 Wh/kg. Per abilitare servizi più avanzati servirebbero batterie tra 300-500 Wh/kg, a seconda del tipo di trasporto.
Ma è la normativa la principale barriera allo sviluppo del mercato. Tuttavia, negli anni l’Italia ha compiuto passi avanti significativi sul piano regolatorio/autorizzativo e infrastrutturale/sperimentale.
La normativa UE è considerata uno dei quadri regolatori più completi in ambito UAS, ma in altre aree geografiche l’approccio è più flessibile e orientato all’innovazione.
In questa fase, il settore è chiamato a trovare un equilibrio tra sicurezza e apertura alle sperimentazioni. Decisioni non adeguatamente ponderate potrebbero compromettere una crescita solida e sostenibile nel medio-lungo periodo.