ABI, una guida per muoversi in sicurezza nel mondo bancario digitale

Dal mondo bancario arriva uno strumento pensato per tutti noi, consumatori ormai abituati a vivere tra sportelli fisici, app, home banking e messaggi che si accavallano sul telefono.
L’ABI ha pubblicato una nuova guida dedicata alla sicurezza sui canali digitali e tradizionali, frutto di un lavoro corale che ha coinvolto banche, CERTFin, ABI Lab, OSSIF e diverse associazioni dei consumatori. Un impegno comune per farci navigare più protetti in un mare sempre più affollato di insidie.

La guida nasce all’interno del progetto Trasparenza Semplice e ha un obiettivo chiaro: spiegare senza giri di parole come riconoscere le minacce più diffuse, proteggere i dati personali e adottare quei comportamenti prudenti che spesso fanno la differenza. Nessun tecnicismo, solo indicazioni concrete e facilmente applicabili nella vita di tutti i giorni.

Perché oggi è così importante avere un manuale “pratico”

Viviamo un momento in cui truffe e tentativi di frode corrono veloci, sfruttando spesso l’effetto sorpresa o la fretta. E non serve essere ingenui per cascarci: basta un clic di troppo, una telefonata inattesa o un messaggio che fa scattare l’ansia. Ecco perché il nuovo vademecum richiama alcune regole che, pur essendo semplici, non andrebbero mai sottovalutate.

Le regole d’oro della sicurezza

La guida ricorda anzitutto di non condividere mai dati personali o finanziari quando arrivano richieste sospette tramite SMS, e-mail o telefonate improvvise. Lo stesso vale per link e allegati inviati da mittenti non affidabili: meglio lasciarli dove sono.
Un altro pilastro è la cura dei propri dispositivi. Aggiornamenti regolari, antivirus affidabili e una gestione attenta delle credenziali di accesso sono ormai parte della nostra quotidianità, così come l’abitudine a creare password robuste e diverse tra loro, attivando dove possibile l’autenticazione a due fattori.
Controllare periodicamente i movimenti del conto è un gesto semplice, ma spesso salvifico. Qualsiasi attività insolita va segnalata subito alla banca, senza esitazioni.

La guida mette anche in guardia dai messaggi che invitano ad agire immediatamente, magari raccontando storie improbabili di pericoli improvvisi o parenti nei guai. Prima di fare qualsiasi cosa, è sempre bene verificare di persona. Lo stesso vale per chi, al telefono, si presenta come un presunto operatore della banca e invita a spostare fondi: è uno dei trucchi più diffusi.
Infine, un campanello d’allarme spesso sottovalutato: se il cellulare smette all’improvviso di effettuare o ricevere chiamate, è bene chiedere subito spiegazioni al proprio operatore. Potrebbe essere il segnale di un tentativo di sottrarre il numero per compiere frodi.

Un aiuto per utenti sempre più consapevoli

La nuova guida dell’ABI non vuole spaventare, ma accompagnare. È un invito a usare con serenità gli strumenti digitali, ricordando che la sicurezza non è mai una complicazione, bensì una buona abitudine.
E, come tutte le abitudini, basta iniziare a coltivarla.

Filtro anti-spoofing: dal 19 novembre attivo anche per i numeri mobile

Lo spoofing consiste nella manipolazione del CLI (Calling Line Identification), ovvero l’identità del chiamante, con l’obiettivo di renderlo irriconoscibile e non richiamabile.
Questo stratagemma ostacola l’identificazione dei responsabili delle numerose chiamate moleste che affliggono gli utenti. Ciò è vero, in particolare, per le chiamate telefoniche originate all’estero, che costituiscono la porzione di gran lunga predominante del fenomeno.

Il 6 novembre l’Agcom ha stabilito alcune disposizioni attuative per rafforzare il contrasto a questo fenomeno. In particolare, la disposizione in vigore dal 19 agosto ha riguardato le chiamate con CLI di rete fissa, mentre dal 19 novembre è prevista l’estensione del blocco anche alle chiamate con CLI di rete mobile.

Procedure semplificate per il blocco preventivo delle chiamate

Il nuovo provvedimento amplia il perimetro di intervento, includendo tutte le tipologie di numerazione mobili, comprese quelle relative ai servizi mobili e personali specializzati (come, ad esempio, quelli satellitari) e quelle dedicate ai servizi di comunicazione tra dispositivi cosiddetti machine-to-machine.

Sono state inoltre definite alcune indicazioni operative per gli operatori.
Tra le novità, l’introduzione di una procedura semplificata per il blocco preventivo delle chiamate provenienti da operatori mobili che non generano chiamate vocali dall’estero, come quelli focalizzati su servizi automatizzati di tipo machine-to-machine.

Sospensione del roaming dall’estero degli operatori “fantasma”

È stato inoltre previsto il blocco delle chiamate provenienti dall’estero con CLI di operatori mobili che non hanno realizzato le misure previste dalla delibera n. 106/25/CONS, che consentono di verificare se il numero chiamante corrisponde a un utente effettivamente in roaming internazionale.

In conseguenza di tale blocco, il servizio di roaming all’estero offerto da tali operatori per le chiamate destinate in Italia risulterà sospeso fino alla realizzazione delle misure previste. Fermo restando l’obbligo per l’operatore mobile di informare con un mese di anticipo i propri clienti della sospensione del roaming e della possibilità di cambiare operatore.

A settembre filtrate circa 20 milioni di chiamate

A settembre 2025 il blocco delle chiamate telefoniche provenienti dall’estero con CLI di rete fissa (oltre 1 miliardo e 400 milioni di chiamate) ha comportato il filtraggio di circa 20 milioni di chiamate, pari all’1,37% del traffico complessivo.

Il confronto con la percentuale rilevata nel primo periodo di applicazione della misura (luglio e agosto, 5,74% circa) evidenzia una progressiva riduzione dei tentativi di instradare sul territorio nazionale chiamate con CLI spoofing con numerazione fissa italiana.
Le percentuali osservate singolarmente per i mesi di luglio e agosto, pari rispettivamente all’8,82% e al 3,84%, offrono un ulteriore dettaglio per tale andamento decrescente.