Nel 2025 la media di file dannosi rilevati ogni giorno è stata pari a 500.000, un aumento del 7% rispetto all’anno precedente.
A livello globale, Windows è rimasto l’obiettivo principale dei cyberattacchi. Nel corso del 2025, il 48% degli utenti Windows è stato vittima di diversi tipi di minacce. Per gli utenti Mac, questa percentuale si aggira intorno al 29%.
Questi risultati fanno parte del Kaspersky Security Bulletin, in cui vengono analizzate le principali tendenze della cybersicurezza dell’anno passato.
Minacce web e on-device
Rispetto al 2024, in Italia hanno mostrato una crescita alcuni tipi di minacce. Ad esempio, nelle rilevazioni di password stealer l’aumento è stato del 65%, nelle rilevazioni di backdoor del 73% e nelle rilevazioni di spyware del 148%. In Italia circa il 27% degli utenti è stato vittima di minacce web, ovvero malware che prendono di mira gli utenti quando sono online.
Le minacce web non si limitano però alle attività online, ma in ultima analisi coinvolgono Internet per causare danni in un determinato momento.
Il 25% degli utenti italiani è stato vittima di attacchi on-device, che includono malware diffusi tramite unità USB rimovibili, supporti esterni, o che inizialmente si insinuano nel computer in forma ‘non aperta’. Ad esempio, programmi in installer complessi, file crittografati, ecc..
Trend per il rilevamento malware
In Italia, i trend dal 2024 al 2025 per il rilevamento malware segnano +9% di minacce on-device, +73% backdoor. +23% exploit, +65% password stealer, +148 spyware.
Per quanto riguarda l’Europa, i dati evidenziano +1% di minacce on-device, +50% backdoor, +5% exploit, +48% password stealer, +64% spyware.
“L’attuale panorama delle minacce informatiche è caratterizzato da attacchi sempre più sofisticati contro organizzazioni e individui in tutto il mondo – commenta Alexander Liskin, Head of Threat Research di Kaspersky -. Una delle scoperte più significative fatte da Kaspersky quest’anno è stata la ricomparsa di Hacking Team dopo il rebranding del 2019, con il suo spyware commerciale Dante utilizzato nella campagna APT ForumTroll, che integrava exploit zero-day nei browser Chrome e Firefox”.
“Comuni anche gli attacchi alla supply chain”
“Le vulnerabilità rimangono il modo più diffuso utilizzato dagli aggressori per introdursi nelle reti aziendali, seguito dall’uso di credenziali rubate, da cui deriva l’aumento di password stealer e spyware registrati quest’anno – continua Alexander Liskin -. Sono comuni anche gli attacchi alla supply chain, compresi quelli ai software open source. Quest’anno il numero di questi attacchi è aumentato in modo significativo e abbiamo persino assistito alla diffusione del primo worm NPM Shai-Hulud”.